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Stop

La luce del telefono si spegne tra i pensieri stanchi di questo giorno. C’è folla tra le sponde dell’anima. Un universo di emozioni che riprendono il cammino. Lá. Dove si erano interrotte. Adesso che la luce si affievolisce entra in scena il buio. In questo inferno di sensazioni eccola arrivare. Lei. La stanchezza. Nocchiero del mondo dei sogni. La pesantezza della stagione della vita si abbatte in me. Come il Vento di questo inverno che non vuol terminare. Proverò su di me gli aghi della ipocrisia. Della maldicenza. Della amarezza. Della delusione. Compagne di percorso ingrate e mai paghe del destino degli uomini.

Il led del televisore mi guarda annoiato e comincia a farsi un solitario. Tanto c’è abituato. Le note stanche del mio lettore mp3 fluttuano dritto dritto verso le mie orecchie. E le note melodiche di questa canzone nulla possono contro la mia indolenza.

Stringo in mano il ricordo di te. Compagnia sicura in un mondo falso e tracotante. La luna cammina verso passi già conosciuti. Lei è donna di esperienza. Non come la mia vita che troppo mi ha strappato e ancora non so se e cosa mi ha lasciato. Nell’amarezza di una notte senza stelle mi ronza intorno l’universo che stanco di sé cerca rifugio in me. Quale voce potrò mai dare al silenzio?

Il giorno è passato. Ancora una volta. Come ieri. Come domani. Oggi è già una pagina appena trascorsa, ed è così che impariamo a cucire il susseguirsi dei nostri giorni. Poco a poco. Pezzo dopo pezzo. Nel mio volto ritrovo te e perdo me? In compagnia dei dubbi che ballano l’ombra della mia mente corro con i sogni appena nati. La mente gioca con i riflessi dell’anima creando ciò che riconosco ma che non vedo.

C’è folla tra le sponde dell’anima.

Non abbiate fretta e timbrate il biglietto. Domani c’è un’altra fermata.