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Un passaggio verso l’alba

La luce passava attraverso la porta. Era un ambiente buio, ma appariva come una mansarda con travi di legno. Dalla finestra sembrava scorgere le luci di Parigi, ma il rumore del traffico era come quello di Londra. Il divano era comodo. Sembrava peccato alzarsi da lì. Poi, detto tra noi, il plaid teneva abbastanza caldo.  In questi frangenti di oscuro silenzio la mente oppone resistenza alle emozioni. Prima che il sonno arrivi, avverto una certa​ opposizione. Poi tutto prende forma: volti, emozioni, luoghi. Ma come può il buio colorare la notte? Eppure ogni pensiero si trasforma. Si colora. Non vedo più con gli occhi. La mente comincia ad arrampicarsi ai pensieri. Così la notte prende forma. E la forma si perde nella notte. E così appaiono recondite immaginazioni. Rimaste li, a guardare, come scimmie sugli alberi. Adesso solo un’auto si sente passare oltre il cavalcavia. Una melodia che riprende lenta e costante. Ninna nanna moderna della città stanca. I racconti della notte sono i più affascinanti. Non temono la luce del giorno né la dimenticanza. Viaggiano nella mente come musica fra le fronde. Si alzano in volo come goffi Albatros. Ma nel cielo sono aquile dalle ampie ali. Adesso il buio è meno buio. La stanza si sta riappropriando della sua forma. La macchina sta passando. Chiedo un passaggio verso l’alba. Un nuovo giorno mi aspetta.

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Quasi tutto scorre

Siamo complessi. Sebbene cerchiamo di semplificarci e nel nostro ordine mentale cerchiamo rifugi che prima o poi, svaniscono. Siamo complessi…forse perchè composti da miliardi di cellule….(mettile d’accordo!).

Complesso è l’uomo, la nostra coscienza e nel guazzabuglio della nostra vita quotidiana, basta un attimo, per smarrire ogni certezza, ogni simbolo, ogni anima. Ci costruiamo infrastrutture mentali, nella vana speranza di ordinare all’esterno ciò che vorremmo ordinare dentro di noi. Quante parole gettate al vento, quanti sguardi fugaci che poi son tornati indietro.

πάντα ῥεῖ «tutto scorre». Tutto scorre ma non scivola. Magari ne fossi capace. Così. Come un battito d’ali. Senza sosta mi giro e rigiro. Cerco vanamente di trovare un ordine ma non lo trovo.

Ukiyo-e (pittura della vita che passa, del mondo fluttuante). Tutto passa inesorabilmente e mi chiedo cosa resta. Dei giorni. Delle ore. Delle arrabbiature. Cominci così a scavare. Nel buio. Nella notte. Entrambe sono ottime compagne di indagine.

Il viaggio dentro di noi è un viaggio pericoloso. Avverti qualcosa. Ma non sai mai cosa troverai. Se ti piacerà ciò che troverai. Ma è inevitabile. Prima o poi riemergeranno le voci della solitudine. Della notte.

πάντα ῥεῖ «tutto scorre». Eppure so che non è così. Sedimentano le ire dell’animo. Rifugio dalla tentazione di gridare. E con essa le mie speranze. Accese come lampi nella notte. Ma come i lampi anch’esse cadono per terra.